Sabato santo

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Abbiamo bisogno di trovare Dio, ed Egli non può essere trovato nel rumore e nella irrequietezza. Dio è amico del silenzio. Guarda come la natura – gli alberi, i fiori, l’erba – crescono in silenzio; guarda le stelle, la luna e il sole, come si muovono in silenzio …. Abbiamo bisogno di silenzio per essere in grado di toccare le anime.

Madre Teresa di Calcutta

Venerdì santo

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E.Canetti appende una copia del Crocifisso nella sua camera “perché il mio dolore non ha ancora trovato la propria voce, così tocca a lui esprimere il mio dolore”. Il Venerdì santo raccoglie il dolore del mondo, il dolore di ciascuno di noi. Quanti si fanno pellegrini ai piedi della croce per raccogliere la voce di Dio e il grido degli uomini?  Per tanti è un giorno come gli altri, ma almeno le precedenti generazioni hanno archiviato nel cuore i ricordi dei venerdì santi dell’infanzia, mentre le nuove generazioni attraversano questo giorno santo con la superficialità del quotidiano, col cuore vaccinato contro le domande scomode della vita e la sete di pace interiore. “Ave o Croce, unica speranza!”

Giovedì santo

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Stamane nella cattedrale di Nuoro il Vescovo, concelebrando con tutti sacerdoti, ha ricordato l’istituzione del Sacerdozio. Stasera, alle 18,  ricordiamo il dono della  Eucaristia e ripetiamo  il gesto della lavanda dei piedi agli apostoli per raccogliere il testamento di Gesù: testamento di amore e di servizio.

Il teologo Romano Guardini dice che «l’atteggiamento del piccolo che si inclina davanti al grande non è umiltà. È semplicemente verità. Il grande che si umilia davanti al piccolo è il vero umile». Per questo, Gesù Cristo è autenticamente umile. Davanti a questo Cristo umile i nostri schemi si rompono. Gesù inverte i valori puramente umani e ci invita a seguirlo per costruire un mondo nuovo dal servizio.

Mercoledì santo

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Giuda appare quasi il protagonista della liturgia nei primi tre giorni della Settimana Santa: il vangelo sempre parla di lui. E Giuda è presente anche nella stanza della Cena. La presenza di Giuda in mezzo ai Dodici, intorno alla mensa di Gesù, è indubbiamente il fatto più inquietante tra quelli, pure tutti inquietanti, che si addensano alla vigilia della passione del Signore. È la presenza del nemico fra gli amici, di colui che colpisce nel momento e nel luogo in cui soprattutto necessaria è la fiducia, perché nessuno può ormai più difendersi nei confronti di nessuno.
Signore sono forse io? lo che non perdono ai miei fratelli? lo che non spezzo il pane della misericordia, dell’amicizia, della solidarietà? Sono io Signore? lo che non mi fermo ad ascoltare, a confortare, ad abbracciare? Sono forse io Signore? lo che non so pregare per i miei fratelli, io che volto la testa, le mani chiuse a pugno, e passo oltre, superbo, oltre quell’uomo come me, picchiato dai briganti, aggredito dalla vita? Dimmi, Signore, sono forse io? Sono io che chiudo a chiave la porta del cuore standomene al sicuro e tutti gli altri fuori? lo che tradisco il mio amico con lingua di serpente, che calpesto per vincere? lo insofferente alla fatica dell’altro, io refrattario a vicinanza affettuosa, alla piena accoglienza? lo che tradisco l’amore? Signore, dimmi, sono forse io? «E Gesù gli rispose: “Tu l’hai detto”». (NdSP)

Martedì santo

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“E adesso giunge la sera di quel giorno e la sera di una così breve vita. Gesù è con i suoi […]. Avvertiamo tuttavia attorno a lui una profonda solitudine. Gesù è talmente solo che il nostro cuore si riempie di sgomento. Egli sta seduto in mezzo ai suoi; rivolge ad essi delle parole, ma essi non lo comprendono. Intorno a lui regna questa terribile e misteriosa solitudine, nella quale lo imprigiona il mondo che s’è chiuso in se stesso. Si tratta — se ci è consentito di esprimerci in questo modo — della solitudine di Dio nel mondo che gli appartiene, ma che non l’ha voluto accogliere (Gv 1,11)”. (Romano Guardini)

Lunedì santo

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Questa settimana è chiamata santa perché ricorda gi ultimi giorni trascorsi sulla terra dal santo per eccellenza, il Signore della gloria. Il dramma della passione sta per iniziare: i segni premonitori si moltiplicano. E’ il momento di riflettere sulla missione dolorosa del Figlio di Dio, venuto a condividere il nostro destino.

Signore Gesù, autore della vita e padrone della tua stessa morte, tu hai visto nel profumo versato da Maria il balsamo della tua prossima sepoltura. Libera il nostro cuore dall’attaccamento al denaro e donaci di rispondere con generosità al tuo amore. Tu che sei morto per noi, perché ci ami per i secoli dei secoli. Amen

SETTIMANA SANTA

DOMENICA 25 MARZO
Ore 08,00 PER LA COMUNITA’
Ore 10,30 BENEDIZIONE PALME E S. MESSA
LUNEDÌ 26 MARZO
Ore 08,00 Recita di Lodi
Ore 18,00 S. MESSA
MARTEDÌ 27 MARZO
Ore 08,00 Recita di Lodi
Ore 18,00 S. MESSA
MERCOLEDÌ 28 MARZO
Ore 08,00 Recita di Lodi
Ore 18,00 S. MESSA

GIOVEDÌ SANTO 29 MARZO
Ore 08,00 Recita di Lodi
Ore 18,00 MESSA IN COENA DOMINI
Ore 20,30 ADORAZIONE EUCARISTICA
VENERDÌ SANTO 30 MARZO
Ore 08,00 Recita di Lodi
Ore 16,00 ADORAZIONE DELLA CROCE
ORE 20,00 S’ISCRAVAMENTU
SABATO SANTO 31 MARZO
Ore 08,00 Recita di Lodi
Ore 21,00 SOLENNE VEGLIA PASQUALE
DOMENICA 1 APRILE
Ore 08,00 PER LA COMUNITA’
Ore 10,30 S’INCONTRU E S. MESSA
Ore 18,00 S. MESSA

Giornata dei missionari martiri

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Domani 24 marzo è “Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei Missionari Martiri”. Ricordare con la preghiera, il digiuno e un gesto concreto di carità tutti i missionari che sono stati uccisi nel mondo, anche quelli sconosciuti ai più, e che hanno versato il loro sangue per il Vangelo è dovere di tutta la Chiesa, specie da parte delle comunità che godono della libertà di vivere e praticare la fede. Venne scelta la data del 24 marzo, giorno dell’assassinio avvenuto nel 1980, di Mons. Oscar Arnulfo Romero, Arcivescovo di San Salvador.
Papa Francesco ci ricorda spesso che “i martiri sono quelli che sostengono la Chiesa, che l’hanno sostenuta e la sostengono oggi. E oggi ce ne sono più dei primi secoli, i media non lo dicono perché non fa notizia, ma tanti cristiani nel mondo oggi sono beati perché perseguitati, insultati, carcerati”.