Turista a 106 anni

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È rientrato quest’oggi al suo paese di Orotelli il signor GASPARE MELE dopo il tradizionale periodo di vacanze al mare di Cala Gonone. Porta i suoi 106 anni, compiuti nell’aprile scorso, con lucidità di mente, vivacità di parola, cordialità di accoglienza e saggezza di vita. Sono andato a trovarlo per rendere omaggio alla sua veneranda età e godere della sua conversazione e conoscere alcuni ricordi della sua vita semplice e laboriosa. Ha gradito sia la visita che l’augurio a largos annos. 

Sindacato bella parola

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 “E’ una società stolta e miope quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga una intera generazione di giovani a non lavorare quando dovrebbero farlo per loro e per tutti”. Questa la forte denuncia di Papa Francesco nel discorso ai delegati al Congresso nazionale della Cisl.
Il monito di Bergoglio è per “un nuovo patto sociale per il lavoro, che riduca le ore di lavoro di chi è nell’ultima stagione lavorativa, per creare lavoro per i giovani che hanno il diritto-dovere di lavorare” ricordando che “le pensioni d`oro sono un`offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere, perché fanno sì che le diseguaglianze del tempo del lavoro diventino perenni”.
“Sindacato è una bella parola che proviene dal greco syn-dike, cioè ‘giustizia insieme’. Non c’è giustizia insieme – ha scandito – se non è insieme agli esclusi. Non c’è una buona società senza un buon sindacato, e non c’è un sindacato buono che non rinasca ogni giorno nelle periferie, che non trasformi le pietre scartate dell’economia in pietre angolari”.    “Il capitalismo del nostro tempo non comprende il valore del sindacato, perché ha dimenticato la natura sociale dell’economia, dell’impresa. Ma forse la nostra società non capisce il sindacato – ha continuato il Papa – perché non lo vede abbastanza lottare nelle periferie esistenziali. Non lo vede lottare tra gli immigrati, i poveri, oppure perchè la corruzione è entrata nel cuore di alcuni sindacalisti”.”   “Pensiamo al 40% dei giovani da 25 anni in giù, che non hanno lavoro. Qui. In italia. E voi dovete lottare lì.”

P. Erittu tra noi

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Ieri sera Padre Giovanni Erittu ha celebrato la S. Messa iniziando così il suo periodo di vacanze a Cala Gonone. Ha fatto respirare la universalità della Chiesa alla nostra piccola comunità con la sua luminosa testimonianza di 52 anni di missionario in Brasile. E’ arrivata  anche la sua nipote Marisa Sechi che ci porta il volto della Chiesa del Congo dove lavora come missionaria.

L’assemblea liturgica ha elevato per loro una preghiera affettuosa e un’amicizia sincera. P. Giovanni si tratterrà a luglio e gli auguriamo un buone vacanze  in vista di una serena ripresa del suo lavoro missionario in Brasile.

La forza dell’esempio

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Stefano aveva un asino che non beveva e stava morendo disidratato. “Portamelo – gli intimò l’amico Romeo – e vedrai che risolveremo il problema appena il tuo asino vedrà come beve il mio.”

Per far bere un asino che non vuol bere, basta fargli vedere un altro asino che beve avidamente e con voluttà.

È proprio vero che se “le parole volano, gli esempi trascinano”. (p. Andrea)

QUEL CHIODO SOLO

Sono in un ospedale di fianco alla mia piccola figlia ricoverata.Al momento non c’é nessuno con noi ed ho notato sul muro della stanza la presenza di un chiodo solo. Immagino che un tempo sostenesse una croce, e mi sono venute in mente queste parole:

Un chiodo solo,
Testimone silenzioso di una antica presenza
che reggeva instancabile il Crocifisso sul muro.
Imperturbabile, umile, tenace,
ha perso la sua ragione di esistere.
Un chiodo solo
Sentinella immobile che ci domanda una ragione
Certe volte tutto quello che resta dell’identità perduta.
Un chiodo solo,
Cugino lontano di quei santi chiodi,
Testimone di una Assenza,
Speranza di ritrovo…(Pablo Pellizzoni)

CALENDARIO SETTIMANALE

DOMENICA 18 GIUGNO
08,00 PER LA COMUNITA’
09,30 PIETRO, ANANIA, M.ANTONIA FANCELLO
19,00 DETTORI GIOVANNI, EMANUELA, TONIA
PROCESSIONE
LUNEDI’ 19 GIUGNO
08,00 LODI
19,00 ANTONIO GIOVANNI SOLINAS

MARTEDI’ 20 GIUGNO
08,00 LODI
19,00 GRAZIA E ANTONIO FAM. MASALA PIRAS
MERCOLEDI’ 21 GIUGNO
08,00 LODI
19,00 S. MESSA

GIOVEDI’ 22 GIUGNO
08,00 LODI
19,00 S. MESSA

VENERDI’ 23 GIUGNO
08,00 LODI
19,00 FAM. LOI – DETTORI

SABATO 24 GIUGNO
08,00 LODI
19,00 GIOVANNA FORZINETTI

DOMENICA 25 GIUGNO
08,00 PER LA COMUNITA’
09,30 MARIA E LINA PINNA
19,00 S. MESSA

Festa del Corpus Domini

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Domani,  in tutte le parrocchie del mondo, eccetto dove i cristiani sono perseguitati, si svolge la processione con la Ostia Santa, il Cristo presente in mezzo a noi. Una manifestazione di fede, soprattutto di coraggio, perché non é facile mostrare la fede fuori della chiesa, in tempi in cui la chiesa è minoranza più timida che creativa.

Il programma prevede la celebrazione della Messa alle ore 8 e 9,30 del mattino. Al pomeriggio dopo la Messa delle 19 la solenne Processione lungo le vie Vasco de Gama, Caio Duilio, Lungo mare, Caboto. Parteciperanno i bambini della Prima Comunione con la loro tunica bianca e tutti coloro che vorranno onorare la Santa Eucaristia.

Handicap positivi

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Carissimo, con gli occhiali neri… vedi nero. Conosco un pesce che spesso si lamenta del suo handicap: non ho le ali come l’aquila, non posso volare in cielo. Poi incontro un’aquila che piange il suo handicap: non possedere le pinne per poter guizzare come il pesce e penetrare le meraviglie del mondo sottomarino. Ai due rispondo: caro pesce, sii felice proprio perché privo di ali, tu possiedi il mare immenso e ne godi le meraviglie del profondo; e tu aquila, proprio grazie all’essere senza pinne, puoi possedere e godere l’immensità cielo con la vista di panorami sconfinati.

Bando alle invidiose competizioni. Amatevi, accordatevi. Vi racconterete, godendone, l’uno le ricchezze dell’altra. E’ il dialogo tra mare e cielo.

EVVIVA LA DOMENICA

Unknown-1«Non sento più il suono della domenica. Non ci sono più i vecchietti nelle piazze la domenica o le tavole apparecchiate. La domenica è diventato un giorno come un altro».
Canta così, in uno dei suoi brani, Zucchero. Che tristezza e che nostalgia, per quella domenica che non c’è più. Iniziano ad accorgersene anche i simboli del capitalismo a noi più vicini nella quotidianità, i marchi piccoli e grandi della distribuzione commerciale, quelli che imitando modelli altrui e sulla spinta di apporti legislativi il cui fine è sostenere l’economia in tempi di crisi dedicano il settimo giorno e le altre festività all’apertura delle serrande nel tentativo – a quanto pare illusorio, a giudicare dai risultati – di dare una mano agli incassi e, indirettamente, all’economia del Paese.Difendere (e godersi) la domenica, insomma, non è interesse clericale, ma battaglia di civiltà. Perché senza la domenica mancherebbero il riposo e le forze per affrontare le difficoltà quotidiane e non soccombere, per rilanciare la speranza e ricostruire legami, relazioni, affetti. Magari pure per tornare a riempire di umanità le piazza oggi vuote di sentimenti e spesso anche di gente. E finalmente, per dirla con Franz Kafka, di nuovo come prima «domenica saremo insieme, cinque, sei ore, troppo poco per parlare, abbastanza per tacere, per tenerci per mano, per guardarci negli occhi». (V. Bertolone )