POESIA E MUSICA PER REDIMERE L’ANIMA

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Domenica scorsa all’incontro di Papa Francesco con i detenuti, nel corso del giubileo dei carcerati ( c’erano alcuni da Nuoro), c’era anche lui Erjugen Meta, 30 anni, da sei anni detenuto nel carcere di massima sicurezza di Milano-Opera.
Ha scritto e pubblicato un libro di poesie, “Ridare l’anima. Redenzione in carcere” (edito da La Scuola), l’ha consegnato al Papa, e gli ha raccontato che in carcere lui costruisce violini. Non è uno scherzo, è vero. Il libro di poesie racconta e testimonia il percorso di trasformazione umana e spirituale di Erjugen all’interno della casa di reclusione. Narra il cammino interiore di un’anima che si libera dalla colpa volando alto tra versi poetici e la musica dei violini. In una poesia dice:

Come posso vederti,
vorrei piangere pace davanti a te.
Indicami la strada per trovare
le tue scale infinite
per poterti raggiungere.
Perché solo tu puoi togliermi
Il chiodo arrugginito
Di questo cuore ferito
Grazie per avermi guarito,
grazie per poter scrivere queste parole
a te, mio Dio

DAL CASSONETTO A SACERDOTE

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“Madre Teresa mi ha recuperato dal secchio della spazzatura. Sono nato il 9 settembre 1982 e ho vissuto dieci giorni con i miei genitori. Il 19 settembre mia madre mi ha gettato nel bidone dell’immondizia davanti alla Casa delle Suore della Carità” di Amravati, una baraccopoli di Bombay.Così Emmanuel Leclercq nato in India, adottato da una famiglia francese e oggi seminarista della diocesi di Avignone ai microfoni del Tg2000, il telegiornale di Tv2000, ha raccontato alcuni particolari inediti della sua incredibile storia.A poco più di due mesi dalla canonizzazione di Madre Teresa il Tg2000, che stasera farà il suo esordio nella nuova edizione delle 20.30, ha raccolto la testimonianza del seminarista pubblicando immagini e foto inedite grazie al lavoro della regista Pina Cataldo.

“Se mia mamma mi ha abbandonato in un secchio della spazzatura davanti alla Casa di Madre Teresa – ha aggiunto Emmanuel – non è stato per caso. Dio ha voluto che io fossi gettato in quel bidone! Perché? Non lo so. Un giorno forse lo saprò. Quando sono stato ritrovato da Madre Teresa il 19 settembre 1982, avevo il nome di mia mamma scritto sul braccio e la data dell’abbandono. Il nome di mia mamma è Subadhra, un nome indu, che vuol dire “la brava madre”. E anche al collo avevo una collanina sulla quale era scritto in indu il mio nome: Robin”.“Ringrazio la mia mamma – ha proseguito Emmanuel – per avermi dato un nome e adesso che mi chiamo Emmanuel, ho dato il nome di Robin al mio angelo custode. Direi che il mio angelo custode è la impercettibile voce e la minuta mano di Madre Teresa sopra di me ogni giorno. Mia madre mi ha abbandonato per amore, perché nella parola “abbandono” c’è la parola “dono”.

Io sono stato “abbandonato” affinché venissi “donato”. E sono stato donato a una famiglia, perché dopo un anno di permanenza nella casa delle Missionarie della Carità sono stato adottato da una famiglia francese. Io devo tutto a loro: mi hanno ridato una dignità, mi hanno educato, mi hanno dato la possibilità di studiare e, grazie a loro, posso diventare sacerdote. Mi mancano tre anni per realizzare quel sogno”.“Per undici mesi – ha raccontato Emmanuel – sono stato tra le braccia di Madre Teresa in una culla della casa per i bambini abbandonati, perché lei personalmente mi ha raccolto dall’immondizia per mettermi in una culla. E il calore di Madre Teresa quando mi prendeva fra le braccia, lo sento anche oggi”. “Ho conosciuto la mia storia – ha ricordato Emmanuel – perché i miei genitori adottivi me l’hanno raccontata, quando avevo 7 anni. Ma poi l’estate scorsa, quando sono tornato dopo oltre trent’anni in India per la prima volta, ho avuto la gioia di incontrare una suora che adesso ha 90 anni e che era presente quando sono stato trovato nel bidone della spazzatura.

Mi ha narrato la mia storia e mi ha fatto vedere la collanina con il mio nome ‘Robin’ e il registro dove era scritto il mio nome, la data di nascita e la data dell’abbandono, che portavo scritte sul braccio, e anche la data del ritrovamento che era lo stesso giorno dell’abbandono. Quando ho visto il registro, ho ringraziato il Signore anzitutto per il primo dono, quello della vita. Poi ho ringraziato mia madre che mi ha concepito e mi ha messo al mondo, ho ringraziato Madre Teresa che mi ha trovato e salvato, infine ho ringraziato la mamma che mi ha adottato”.“Purtroppo – ha concluso Emmanuel – non ho incontrato mia madre perché la suora mi ha detto che non era possibile trovarla, in quanto sul mio braccio era scritto soltanto il suo nome Subadhra che è molto diffuso in India e non c’è alcun documento che possa aiutarci a trovarla. Però io non ho mai smesso di cercarla, prego sempre per lei e mi chiedo: ‘Forse è già deceduta, forse ho dei fratelli e delle sorelle, le dò appuntamento lassù in Cielo per cantare insieme la gloria di Dio’”.

HO IL VANGELO E NON LO APRO

Gran parte degli italiani, quasi 70 su cento, possiede un Vangelo, ma pochi lo leggono: più della metà di quanti ne sfoggiano uno nella libreria di casa non lo leggono mai. Sono risultati di una indagine condotta dal Censis, l’istituto di ricerca, che si intitola il Vangelo e gli italiani. I ricercatori hanno scoperto che nel nostro paese il 46%  delle persone non sa che i Vangeli sono 4 e almeno 13 su cento non sa citare neppure il nome di un evangelista. Malgrado ciò quasi la metà degli italiani é convinta – pur non leggendolo né spesso né volentieri – che il Vangelo sia una parte irrinunciabile del nostro patrimonio culturale e addirittura il 61,7% ritiene che i valori che propone siano fondamentali per tutti, anche per chi in Dio non crede affatto. Citare  a memoria una frase qualsiasi del Vangelo è una capacità che hanno dimostrato in pochi, solo 20 persone su cento.

Tra i passi più citati spicca “Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli” e “Lasciate che i bambini vengano a me”  entrambe nel testo di Matteo mentre è nel Vangelo di Marco “Ama il prossimo tuo come e stesso” e in quello di Giovanni la celebre “Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra”.

CALENDARIO SETTIMANALE

DOMENICA 06 NOVEMBRE
08,00 PER LA COMUNITÀ
10,30 S. MESSA
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LUNEDÌ 07 NOVEMBRE
08,00 LODI
17,30 SALVATORE LOI 8° ANN.
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MARTEDÌ 08 NOVEMBRE
08,00 LODI
17,30 TONINO FANCELLO TRIG.

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MERCOLEDÌ 09 NOVEMBRE
08,00 LODI
17,30 FRANCO E GIORGIO
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GIOVEDÌ 10 NOVEMBRE
08,00 LODI
17,30 PIA E PIETRO
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VENERDÌ 11 NOVEMBRE
08,00 LODI
17,30 GIORGIO E GIANNA

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SABATO 12 NOVEMBRE
08,00 LODI
17,30 MAURO BRANCA 3° ANNIV.
GIOVANNI MARIA FANCELLO
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DOMENICA 13 NOVEMBRE
08,00 GIOV. MARIA FANCELLO
10,30 NANNINA RUIU 1° ANNIVERSARIO CALENDARIO SETT