AVVENTO: ATTENDERE IL SALVATORE

«In un mondo dove tutti pensano solo a mangiare e a far quattrini, a divertirsi e a comandare, è necessario che vi sia ogni tanto uno che rinfreschi la visione delle cose, che faccia sentire lo straordinario nelle cose ordinarie, il mistero nella banalità, la bellezza nella spazzatura. È necessario uno svegliatore notturno che smantelli per dar posto alla luce».
Giovanni Papini, uno dei grandi scrittori del nostro Novecento, apre sui nostri giorni la finestra dell’Avvento, il periodo che ai credenti annuncia la nascita di Cristo e che a tutti suggerisce di non abbassare la guardia, di stare all’erta per sconfiggere le paure di un mondo che pullula di uomini , senza cielo né terra.
Noi cristiani tiepidi dovremo meditare le parole di un altro grande autore del calibro di Ignazio Silone, che a chi gli chiedeva perché non entrasse a far parte della Chiesa, dal momento che aveva ritrovato una fede profonda in Gesù e nel Vangelo, rispondeva: «Per far parte di quelli che dicono di aspettare il Signore, e lo aspettano con lo stesso entusiasmo con cui si aspetta il tram: non ne vale la pena».

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