POESIA E MUSICA PER REDIMERE L’ANIMA

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Domenica scorsa all’incontro di Papa Francesco con i detenuti, nel corso del giubileo dei carcerati ( c’erano alcuni da Nuoro), c’era anche lui Erjugen Meta, 30 anni, da sei anni detenuto nel carcere di massima sicurezza di Milano-Opera.
Ha scritto e pubblicato un libro di poesie, “Ridare l’anima. Redenzione in carcere” (edito da La Scuola), l’ha consegnato al Papa, e gli ha raccontato che in carcere lui costruisce violini. Non è uno scherzo, è vero. Il libro di poesie racconta e testimonia il percorso di trasformazione umana e spirituale di Erjugen all’interno della casa di reclusione. Narra il cammino interiore di un’anima che si libera dalla colpa volando alto tra versi poetici e la musica dei violini. In una poesia dice:

Come posso vederti,
vorrei piangere pace davanti a te.
Indicami la strada per trovare
le tue scale infinite
per poterti raggiungere.
Perché solo tu puoi togliermi
Il chiodo arrugginito
Di questo cuore ferito
Grazie per avermi guarito,
grazie per poter scrivere queste parole
a te, mio Dio