Quella Porta aperta

Le porte di casa, assicurate da serrature di sicurezza e  videocitofoni, raccontano  le nostre paure  contro ladri di beni e di speranza. Quelli di una certa età ricordiamo, nei nostri paesi,  la stagione delle porte aperte tutto il giorno con disponibilità  più all’accoglienza che alla diffidenza.

Il Papa ha aperto la prima Porta santa a Bangui  e domani  sarà la volta di quella di San Pietro. Viene lacerato un diaframma perché nella chiesa entri l’oscura trama della corruzione dei potenti e il pianto infinito dell’Africa, come pure l’aridità di un occidente senza rimorsi e con le contraddizioni più eclatanti, per interpellare la coscienza dei cristiani  e aprire il cuore all’abbraccio della misericordia di Dio. Una Porta aperta anche per “uscire dal tempio”  ed andare incontro all’uomo d’oggi  che ha fame e sete di cielo, più di quanto sembri ad uno sguardo superficiale.

In questo Anno giubilare, varcando le Porte designate dal Papa o dal Vescovo, impariamo un nuovo stile di vita cristiana. Ogni porta che apriamo (della nostra piccola chiesa, delle nostre case, di ogni incontro e di ogni avvenimento), dobbiamo aprirla con la mano e col cuore, sempre nella esperienza dell’incontro della fragilità umana con la misericordia del Padre celeste. Un augurio: diventare uomini e donne dalle porte aperte.

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