Chi ha paura del presepe?

Quest’anno non poteva fare eccezione. In una scuola del continente è stato proibito il presepe e, come al solito, ne è nata una polemica, nella quale si è inserita anche la politica. La motivazione: il rispetto della laicità e degli alunni di altre religioni.

Occorre far memoria della sentenza della Corte costituzionale del 1989 che affermò che il principio di laicità “implica non indifferenza del Stato dinanzi alle religioni, ma, garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione”,  e che il valore della cultura religiosa e i principi della cattolicesimo nel patrimonio storico  del popolo italiano “concorrono a descrivere l’attitudine laica dello Stato-Comunità, che si pone a servizio di concrete istanze della coscienza civile e religiosa dei cittadini”.

Davvero inverosimile vedere nel Natale una minaccia o un’arma contro chi professa altre religioni o non è credente, e non piuttosto il segno umile,   povero e disarmato della nostra più profonda umanità: l’invito a cercare sempre pace e giustizia, in spirito di dialogo e di mitezza.

Davvero, non c’è da aver paura del Natale.